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L’ultima volta che c’è stato tutto questo eccitamento per una tavoletta, c’erano scritti i comandamenti sopra…
Steve Jobs, durante un evento speciale a San Francisco tenutosi alle 10:00 AM del 27 Gennaio 2010, vestito in modo molto semplice e con il suo solito charme, presenta la novità di casa Apple, l’anello mancante tra iPod e MacBook, l’iPad, una versione stiracchiata di un iPod, ma con più funzioni, tra cui la possibilità di leggere eBook, che possono naturalmente essere acquistati sull’appena lanciato iBooks Store, una libreria di libri virtuali (scusate il gioco di parole) in stile App Store.
Sul sito ufficiale Apple potete vedere, in streaming, la registrazione dell’evento, dura circa un ora e mezza ed è in inglese ma ne vale la pena!
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Dopo tante ricerche, ho finalmente trovato questo plugin, utilissimo per chi, come me, ha poca memoria e invia spesso due e-mail, di cui la seconda di solito recita “e questo è l’allegato che avrei dovuto inserire nella mail precedente, ma mi ero scordato”, quante volte vi è successo?
Questo plugin, per gli utenti Mac che utilizzano l’applicazione Mail, vi permetterà di ricevere una notifica al momento dell’invio della mail, in caso abbiate menzionato nel testo l’invio di un attachment, che poi non avete effettivamente allegato.
Il plugin funziona in maniera molto semplice, ha al suo interno alcune parole chiave tipo “allegato”, “attachment”, ecc…, in diverse lingue (tra cui l’italiano naturalmente) e se, quando premete il pulsante “Invia”, non rileva alcun allegato, vi chiede conferma ricordando che potreste aver dimenticato qualcosa.
GMail Lab offre questo plugin da diverso tempo, ma non ero, fino ad ora, riuscito a trovare qualcosa di simile per Mail.app, che utilizzo molto più frequentemente di GMail.
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Oggi un’amica mi ha segnalato Faxator, un incredibile servizio gratuito che permette di mandare fax in maniera semplicissima, ma soprattutto GRATUITA, tramite internet (posta elettronica per la precisione).
Naturalmente l’ho provato immediatamente, la registrazione è obbligatoria e vi sarà richiesto di inserire la vostra e-mail e numero di cellulare, dal quale dovrete inviare un SMS con il codice ricevuto via e-mail, in modo da verificare la veridicità di entrambe le informazioni, e di accettare le solite informative sul trattamento dei dati, nelle quali naturalmente accettate di ricevere comunicazioni commerciali…che comunque non ho ancora ricevuto, ma d’altra parte il servizio è totalmente gratuito e questo è il piccolo prezzo da pagare.
Completata la registrazione riceverete, tramite e-mail, un certificato, che altro non è che un file che dovrete SEMPRE includere per poter inviare i fax.
Da questo punto in poi, per inviare un fax è sufficiente inviare una e-mail all’indirizzo di faxator (faxgratis@faxator.com), scrivendo nel soggetto dell’e-mail il numero di fax (solo nazionale) a cui inviare il tutto e allegando il famoso certificato e il fax da mandare, che puo’ essere in formato doc, pdf, jpg e un paio di altri formati. Dopo qualche minuto di attesa, se tutto è andato per il verso giusto, riceverete conferma tramite e-mail del rapporto di invio.
Ultima nota, il servizio è totalmente gratuito, ma ogni singolo fax puo’ avere non più di 5 pagine ed è consentito l’invio di massimo 10 fax al giorno e comunque non più di 100 al mese.
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Qualche ora fa, PosteItaliane fa sapere tramite comunicato stampa, che:
… in seguito a un’anomalia contabile, alcune transazioni effettuate recentemente con la carta postamat, presso gli esercizi commerciali e bancomat, potrebbero aver generato un addebito superiore a quello effettivo. Poste Italiane rassicura i clienti che il ripristino dei corretti saldi è in corso e sarà completato nelle prossime ore.
Quel che PosteItaliane non dice è che, come spiegato da un articolo di Slashdot, il motivo di questa “anomalia contabile” é l’errata gestione della virgola che separa i decimali nelle transazioni, quindi persone che hanno prelevato o pagato importi di 115,50€ si vedono addebitati la bellezza di 11.550€, con eventuale blocco del conto corrente in caso di rosso.
E c’é chi dice che le virgole contino poco…
Continue Reading » Era solo questione di tempo prima che arrivassero, qualche settimana fa è stato annunciato il primo virus (worm) che colpiva gli iPhone jailbroken (quelli craccati per i neofiti) con password SSH di default, questo worm pero’ non causava alcun danno, se non piazzare un file di testo per testimoniare di essere riuscito a penetrare nel telefono.
Oggi la notizia del primo virus per iPhone craccati che, sempre sfruttando chi ha lasciato la password SSH di default, si connette ad un server dal quale il creatore puo’ eseguire alcuni comandi, tra cui la possibilità di leggere tutti gli sms presenti.
Come risolvere quindi? Per fortuna è semplice, se siete un po’ smaliziati e sapete come connettere l’iPhone alla vostra rete di casa, ottenere l’ip e connettervi con un client SSH a questo ip, è sufficiente lanciare il comando “passwd”, inserire la vecchia password di default (che è: “alpine”, senza le virgolette) e successivamente due volte la password nuova che, per essere sicura, dovrebbe essere di almeno 8 caratteri e contenere almeno un numero o simbolo.
Se invece siete neofiti, allora il consiglio è quello di scaricare da Cydia l’applicazione MobileTerminal (di cui vedete uno screenshot in questo post), una volta lanciata sarà sufficiente scrivere nel terminale che vi appare, il comando “su”, dopo il quale dovrete inserire la password di default (sempre “alpine”), successivamente il comando “passwd” e seguire le indicazioni che trovate qualche riga più su (inserire vecchia password e poi quella nuova due volte).
Fatto questo dovreste essere al sicuro, almeno per questo virus ![]()
Fatemi sapere se questo post vi è stato utile!
Oggi mi sono imbattuto in Dropbox, un utilissimo servizio *GRATUITO* (almeno nella versione base) che permette di condividere e sincronizzare file tra più computer. In questo momento è una cosa utilissima per me, visto che sto scrivendo la tesi e spesso mi trovo in posti diversi a farlo, con la necessità di lavorare sullo stesso file doc o latex. Dropbox funziona perfettamente su Mac, Windows e Linux, testato e assicurato, l’esperienza è identica su tutti e tre i sistemi operativi, incredibile. Naturalmente è presente anche una pagina web 2.0 dalla quale potete scaricare e uploadare file online, rendendoli disponibili localmente a tutti i computer che si sincronizzano tramite Dropbox.
Lo spazio disponibile per la versione gratuita è di 2GB, ma se utilizzate questo link per iscrivervi, otterrete altri 250MB gratis (totale 2.25GB).
Che aggiungere, provatelo perché ne vale veramente la pena, la facilità d’uso è sconcertante, fatemi sapere con qualche commento che ne pensate.
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